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La Galleria di Randstad1969

Poche parole questa volta.

Vi lasciamo ammirare una piccola selezione delle foto fin’ora rinvenute nei rullini.

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I Luoghi di Randstad1969

L’occhio che guarda questi luoghi  immagina il loro passato, sente attraverso la pelle consumata dal tempo l’anima che li  avvolge”

                                                       “I luoghi e la polvere”   

                                                              Roberto Peregalli

                                                                                                                 

Parafrasando questa pensiero di Peregalli anche i rullini di Randstad1969 hanno una sorta di anima che li avvolge e che li ha protetti per restituirci intatti, nelle immagini, i luoghi di un passato immobile ma che è riuscito a viaggiare fino a noi.

Provini di Randstad1969©
Randstad1969©

 

Dettagli come scorci di quartiere, eventi folkloristici, autobus di linea, le tre bambine ritratte davanti ad una scuola, navi nel porto, operai al lavoro, ci hanno permesso di individuare e circoscrivere una zona che va da Amsterdam ad Haarlem.

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Randstad1969©

 

La nostra ricerca continua ed invitiamo chiunque riconosca un luogo o un particolare a contattarci come è successo durante l’anteprima della mostra di Randstad1969 in occasione di Vinum et Cultura dove tre Olandesi hanno riconosciuto nelle foto alcuni luoghi della loro infanzia.

 

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Nuvole

L’idea era quella di coinvolgere amici  , ognuno con un contributo personale per far crescere questo progetto .  Massimiliano Conte  ama scrivere e si è mostrato subito entusiasta, ed ogni volta ci stupisce . Vi lasciamo alla lettura del suo ultimo scritto per Randstad1969.
Nuvole
Le avevo già viste, mi piacevano da prima. Nel corso della vita le
ho immaginate di volta in volta panna montata, zucchero filato,
batuffoli, animali, pensieri in viaggio. A scuola mi spiegarono
che sono addensamenti di vapore acqueo. Non ci ho mai creduto fino
in fondo. Un cielo senza nuvole mi era sempre sembrato solo una
bozza. “Le staranno per disegnare” mi dicevo sempre “non è
possibile lasciare un lavoro a metà”. La prima volta che le ho
viste da sopra, in aereo, mi sembrava che si fosse capovolto il
mondo. Fino a quel giorno. Eri lontana da me ma sotto lo stesso
cielo. “Le nuvole, guarda le nuvole” mi scrivesti. In un attimo
ero già fuori, a guardare quello che stavi guardando. Da quel
momento ogni nuvola mi parla di te. Da quel momento ogni nuvola
che vedo la fotografo. Così ti tengo accanto, anche quando non ci
sei. Le avevo già viste, mi piacevano da prima. Ora mi piacciono
di più.
[Massimiliano Conte ]
Randstad1969
I 141 rullini Agfa di Randstad1969
Ship. Una delle ultime foto trovate nei rullini
Una delle ultime foto trovate nei rullini
Lavori
Una delle ultime foto trovate nei rullini
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Randstad1969…che emozioni!

Vi diciamo la verità, ogni appuntamento nel laboratorio di Franco Glieca diventa sempre più emozionante.
Già dalla telefonata dove ci comunica che sono pronti i nuovi sviluppi con i provini si intuisce che ha da mostrarci qualcosa di veramente interessante.
Qualcuno di voi ricorderà l’attesa di riavere le fotografie quando si portava a sviluppare il rullino dal fotografo, quando ti diceva di passare la settimana successiva e cresceva quell’ansia che svaniva solo per dar posto all’emozione di avere le fotografie tra le mani.
Chiudete gli occhi ora ed immaginate un’attesa lunga 50 anni, perché è per tutto questo tempo che le pellicole si sono conservate nel loro rullino di metallo custodendo la memoria dei luoghi, delle persone e della quotidianità che stiamo riportando alla luce.
Queste sono le emozioni che viviamo guardando con una lente di ingrandimento i provini, cercando in essi ogni piccolo dettaglio che possa aiutarci nella ricerca del nostro anonimo Amico fotografo di Randstad1969.

Provini Randstad1969
Provini Randstad1969

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I rullini Agfa di Randstad1969



Oggi vogliamo parlarvi di qualche dettaglio di cosa abbiamo trovato nel pacco ricevuto dopo aver vinto l’asta online.

Dalle foto che vi abbiamo mostrato finora avrete capito che la totalità dei rullini di Randstad1969 sono Agfa Isopan, la maggior parte 35mm 40Asa IF mentre la restante parte sono 120mm 100Asa ISS scattate in formato 6×9 cm.

Questo dettaglio sin da subito ci ha fatto pensare che a scattare le fotografie sia stato lo stesso fotografo, tesi che si rafforza ogni volta che guardiamo nuovi provini.

Un’altra particolarità che ci ha colpito è l’integrità delle confezioni, in alcune delle quali il nostro misterioso fotografo ha appuntato il luogo dello scatto. Queste si sono perfettamente conservate cosi come il loro preziosissimo contenuto.

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Randstad1969 continua…

È proprio così, Randstad1969  continua grazie al contributo di tutti gli amici che hanno creduto nel progetto ed hanno acquistato una stampa  durante l’anteprima della mostra      ” Randstad1969  Pre-visioni” che si è svolta durante Vinum et Cultura 2017 , permettendoci  così di tornare in camera oscura con il nostro fidato stampatore Franco Glieca  al quale abbiamo chiesto di sviluppare altri 10 rullini. Ancora una volta il nostro fotografo sconosciuto ci ha regalato belle emozioni che non vediamo l’ora di mostrare a tutti.

http://www.francoglieca.it/

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Tutto ed il suo contrario

Tutto ed il suo contrario.
Nella fotografia funziona tutto al contrario. L’istante catturato (favoloso ossimoro) arriva capovolto nella camera. L’otturatore prende il nome dalla sua funzione a riposo, quando lavora infatti è aperto, anche solo per pochissimo tempo. Lo scatto definisce il movimento di questo dispositivo. Lo scatto diventa anche sinonimo di fotografia. Un verbo che parla di movimento velocissimo (scattare) per descrivere una immagine apparentemente ferma. Si, solo apparentemente. Lei è ferma, il movimento ce lo metti tu.
Il contrario di tutto. Tutto ed il suo contrario.
E poi quella assurda pretesa di far vedere ad un altro quello che hai visto tu in quel momento. Ed il prolungamento di uno o più sensi, la vista ad esempio, e la creazione di senso, sensazioni. L’immagine rimane impressa sulla pellicola, scomposta tra i bit. Ma soprattutto impressa nella mente. Ti porta subito in un posto, luogo della memoria fisica, di silicio.
La Madeleine degli occhi.
Non importa se siano tua o altrui memoria.
E poi esistono le parole non dette, le emozioni tronche, i rullini non sviluppati.

[M.Conte]

 

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Non l’ho stampata

Ecco, sono sicuro di non riuscire a spiegarmi. Ho visto spesso la tua anima attraverso quelle gemme che gli altri chiamano occhi, i tuoi. Ma mai così chiara nel mirino. Eri mia in quello scatto. Erano per me i tuoi capelli, la testa un po’ inclinata. Era tutto mio, in quel momento. Il tuo pigiama, la notte che ti stava ancora appiccicata addosso, il tuo sguardo che diceva “eccomi, sono tua, trattami bene”. Click.

E poi sei andata via. E quello scatto è rimasto sepolto tra i rullini che non ho mai sviluppato.

Eri mia, ora non più. E quella foto è una bugia.

[ M. Conte ]testa sito