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Randstad1969 continua…

È proprio così, Randstad1969  continua grazie al contributo di tutti gli amici che hanno creduto nel progetto ed hanno acquistato una stampa  durante l’anteprima della mostra      ” Randstad1969  Pre-visioni” che si è svolta durante Vinum et Cultura 2017 , permettendoci  così di tornare in camera oscura con il nostro fidato stampatore Franco Glieca  al quale abbiamo chiesto di sviluppare altri 10 rullini. Ancora una volta il nostro fotografo sconosciuto ci ha regalato belle emozioni che non vediamo l’ora di mostrare a tutti.

http://www.francoglieca.it/

Civico Zero

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Tutto ed il suo contrario

Tutto ed il suo contrario.
Nella fotografia funziona tutto al contrario. L’istante catturato (favoloso ossimoro) arriva capovolto nella camera. L’otturatore prende il nome dalla sua funzione a riposo, quando lavora infatti è aperto, anche solo per pochissimo tempo. Lo scatto definisce il movimento di questo dispositivo. Lo scatto diventa anche sinonimo di fotografia. Un verbo che parla di movimento velocissimo (scattare) per descrivere una immagine apparentemente ferma. Si, solo apparentemente. Lei è ferma, il movimento ce lo metti tu.
Il contrario di tutto. Tutto ed il suo contrario.
E poi quella assurda pretesa di far vedere ad un altro quello che hai visto tu in quel momento. Ed il prolungamento di uno o più sensi, la vista ad esempio, e la creazione di senso, sensazioni. L’immagine rimane impressa sulla pellicola, scomposta tra i bit. Ma soprattutto impressa nella mente. Ti porta subito in un posto, luogo della memoria fisica, di silicio.
La Madeleine degli occhi.
Non importa se siano tua o altrui memoria.
E poi esistono le parole non dette, le emozioni tronche, i rullini non sviluppati.

[M.Conte]

 

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Non l’ho stampata

Ecco, sono sicuro di non riuscire a spiegarmi. Ho visto spesso la tua anima attraverso quelle gemme che gli altri chiamano occhi, i tuoi. Ma mai così chiara nel mirino. Eri mia in quello scatto. Erano per me i tuoi capelli, la testa un po’ inclinata. Era tutto mio, in quel momento. Il tuo pigiama, la notte che ti stava ancora appiccicata addosso, il tuo sguardo che diceva “eccomi, sono tua, trattami bene”. Click.

E poi sei andata via. E quello scatto è rimasto sepolto tra i rullini che non ho mai sviluppato.

Eri mia, ora non più. E quella foto è una bugia.

[ M. Conte ]testa sito