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Tutto ed il suo contrario

Tutto ed il suo contrario.
Nella fotografia funziona tutto al contrario. L’istante catturato (favoloso ossimoro) arriva capovolto nella camera. L’otturatore prende il nome dalla sua funzione a riposo, quando lavora infatti è aperto, anche solo per pochissimo tempo. Lo scatto definisce il movimento di questo dispositivo. Lo scatto diventa anche sinonimo di fotografia. Un verbo che parla di movimento velocissimo (scattare) per descrivere una immagine apparentemente ferma. Si, solo apparentemente. Lei è ferma, il movimento ce lo metti tu.
Il contrario di tutto. Tutto ed il suo contrario.
E poi quella assurda pretesa di far vedere ad un altro quello che hai visto tu in quel momento. Ed il prolungamento di uno o più sensi, la vista ad esempio, e la creazione di senso, sensazioni. L’immagine rimane impressa sulla pellicola, scomposta tra i bit. Ma soprattutto impressa nella mente. Ti porta subito in un posto, luogo della memoria fisica, di silicio.
La Madeleine degli occhi.
Non importa se siano tua o altrui memoria.
E poi esistono le parole non dette, le emozioni tronche, i rullini non sviluppati.

[M.Conte]

 

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